Cronaca
04/07/2013
Il Comune raddoppia lo stipendio agli avvocati

Nonostante la crisi economica, il disavanzo da 800 milioni, il predissesto, nonché i 600 milioni di euro di debiti per liti giudiziarie nelle quali si è ritrovato soccombente e che adesso dovrà pagare a rate per i prossimi 10 anni, il Comune di Napoli raddoppia lo stipendio dei suoi 38 avvocati, che da funzionari verranno retribuiti, invece, come dirigenti, pur senza averne la qualifica. Dai 740mila euro del 2012, infatti, si passa ad 1.816.327,10 euro per il 2013. Cifre comprensive degli oneri previdenziali, ma non dell’Irap. Gli aumenti ci saranno, però, solo in caso di successo nelle cause. La copertura della spesa avverrà con i proventi delle attività di escussione dei soggetti condannati alla refusione. Le risorse saranno ascritte nel prossimo bilancio previsionale. La delibera è già pronta. Protocollata col numero 449, è arrivata in giunta il 17 giugno scorso e porta la firma dell’assessore al Personale, Franco Moxedano, del direttore generale del Comune, Attilio Auricchio, e dell’Avvocato Coordinatore, Giuseppe Dardo. Il provvedimento va a modificare la delibera 1.905 del 27 marzo 2006, introducendo un nuovo regolamento per gli istituti previsti dall’articolo 37 del Ccnl delle Regioni e delle Autonomie Locali, Area Dirigenti, del ‘99, e l’articolo 27 del Ccnl per il personale del comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali, del 2000. La novità, in pratica, consiste nell’adeguamento del trattamento economico degli avvocati funzionari a quello del «personale di livello dirigenziale previsto dall’accordo decentrato integrativo per i dirigenti di seconda fascia», in virtù delle «funzioni professionali svolte» ed «a fronte del livello di responsabilità e del grado di autonomia e professionalità richiesti agli avvocati».